«Che l’atteggiamento di quest’anno vi accompagni anche in quinta. Con me o senza di me»
Intervista – di Benjamin Dezulian
Sul fronte dei giudizi ci sono stati dei miglioramenti, oppure la situazione è stazionaria? Io sottolineo che ci sono degli atteggiamenti che andrebbero un attimo migliorati o modificati: maggiore responsabilità nello studio da parte di qualcuno, più serenità nel mettersi in discussione da parte di altri, con serenità, raccogliendo i frutti più opportuni.
Una disciplina probabilmente tra le più ostiche quella che lei insegna: quando si parla di matematica, subito c’è un po’ di apprensione. Ma vedo che lei tende sempre all’ottimismo, a sdrammatizzare. Lo fa “per sua natura” o è una scelta che ha compiuto? Ci sono due motivazioni: la prima è che in ciò si rispecchia la mia natura… è inevitabile… La seconda è perché sono convinta che la matematica sia difficile solo perché culturalmente c’è questa tradizione: ad un bambino che va alla scuola elementare viene detto subito: «Affronterai matematica, è difficile», ma se il bambino si pone in maniera serena riesce e riesce pure bene. Quindi, secondo lei, c’è quasi una sorta di pregiudizio? Esatto.
Non si sa ancora nulla in merito alla sua riconferma per il prossimo anno. Per quanto dipende da lei, sarebbe propensa a rimanere ancora in questo istituto? Io penso di sì, perché comunque ci sono dei progetti iniziati e non portati a termine, ad esempio la vostra classe… Mi piacerebbe concludere con voi questo percorso. Dipende da me, certo, ma anche dalle istituzioni e da come gestiscono le immissioni in ruolo. Io potrei avere il ruolo vicino a casa mia (la docente è originaria di Trecchina, in provincia di Potenza, ndr), quindi a quel punto lascerei il Trentino, oltre a questa scuola. Come si trova in Trentino? Confermo quanto ho detto due anni fa: bene, benissimo. Anzi, io spero che l’immissione in ruolo mi arrivi da questa terra.
Lei ha lavorato su tre indirizzi (scientifico, sociale ed Itc): c’è un atteggiamento diverso nei confronti della sua disciplina? Comporta delle difficoltà spostarsi in ambiti diversi? No: per me è stata una sfida quella di lavorare su tre indirizzi, è stato piacevolissimo lavorare alla ragioneria anche perché è matematica diversa da quella consueta, legata alla classe di concorso 47-Matematica. L’atteggiamento degli studenti è diverso. Anche osservare questo è piacevole ed arricchisce senz’altro. Quindi: diversità sì, ma per la crescita. Allo scientifico, essendo materia d’indirizzo, la disciplina viene considerata in un certo modo anche dagli studenti; al sociale non è d’indirizzo e quindi l’atteggiamento è diverso; alla ragioneria, in effetti, è un mezzo per approfondire altre discipline come economia aziendale e anche in quel caso viene vista con un’ottica diversa dagli alunni.
Quest’anno ha ricoperto pure il ruolo di coordinatore di indirizzo, per cui ha probabilmente avuto a che fare anche con questioni spinose. Com’è stata quest’esperienza? La rifarebbe? La rifarei perché, nonostante le difficoltà – non è stato per niente un anno semplice – senz’altro è un’esperienza che arricchisce e che dà la possibilità di capire più a fondo com’è il mondo della scuola. È un ruolo di responsabilità che mi è giunto in un momento particolare per la scuola.
Un suo giudizio sul sito di Biesse. Lo seguo spessissimo, mi tengo aggiornata su quello che accade in classe anche al di là della mia presenza in classe e per questo motivo, per noi insegnanti forse è un buon riferimento per cogliere tante sfumature che magari, a volte sfuggono. Come progetto lo ritengo, come ho sempre detto, importante e dovrebbe essere modello per altri, soprattutto basandoci sul fatto che la scuola non ha ancora un sito e quindi dei contatti di questo tipo servono. Vi invito quindi a continuare anche l’anno prossimo e a lasciare l’eredità a qualcun altro.
Se questo fosse l’ultimo anno, quale ricordo custodirebbe con maggiore simpatia di questa esperienza nella nostra classe? Beh… Ci sono tanti ricordi, che spaziano da un viaggio a Trento che è un’uscita un po’ extra rispetto alla scuola, oppure alla consegna dei Petali, che ha evidenziato (come ho detto oggi), cambiamenti da un anno all’altro, anche inattesi. Queste sono tutte situazioni che, nel bene e nel male, hanno segnato questi anni. Ma sono state significative anche le normali lezioni, i sorrisi che ci sono stati in classe… perché no.